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Perché ho scritto Il Maestro venuto dal mare

Il racconto di una stagione della vita: la scuola, gli alunni, il mare e il bisogno di lasciare una traccia.

Ci sono libri che nascono da un'idea e libri che nascono dalla vita. Il Maestro venuto dal mare appartiene alla seconda categoria.

Per molti anni ho insegnato nella scuola primaria. Ho visto bambini crescere, cambiare, sbagliare, rialzarsi e sorprendere ogni giorno anche chi pensava di conoscere già tutte le risposte.

Ho imparato che insegnare non significa riempire una mente di nozioni, ma accendere una scintilla che continui a brillare anche quando il maestro non sarà più lì.

Il titolo non è casuale. Il mare rappresenta le mie radici, Brancaleone, il luogo dove tutto è iniziato. Ogni volta che torno sulla mia spiaggia ritrovo il bambino che ero e l'uomo che sono diventato.

Negli ultimi anni di insegnamento ho sentito il bisogno di raccogliere ricordi, episodi divertenti, errori, soddisfazioni e anche qualche momento difficile.

Accanto a me, in questo viaggio, c'è anche Luma. È nato quasi per gioco, ma è diventato il simbolo della fantasia, della creatività e della capacità di guardare il mondo con occhi diversi.

Non ho scritto questo libro per insegnare qualcosa a qualcuno. L'ho scritto per condividere un pezzo di strada.

Perché, in fondo, tutti siamo un po' maestri e un po' alunni. E tutti, prima o poi, lasciamo una piccola scia nel mare del tempo.

— Franco Ficara

💬 Una riflessione per chi legge

Se questo articolo ti ha fatto tornare in mente un insegnante, un compagno di scuola, un'estate al mare o semplicemente un momento importante della tua vita, allora il suo viaggio continua anche attraverso di te.

Grazie per aver letto il Diario del Maestro.